giovedì 27 marzo 2014

La storia siamo NOI: proteggiamo gli archivi!






Un bellissimo poster illustrato scaricabile in HD da stampare e appendere in classe, per imparare le regole minime per proteggere i nostri preziosi documenti dalle calamità e dai disastri ambientali!



lunedì 24 marzo 2014

24 marzo 1944: Eccidio delle Fosse Ardeatine. Le fonti

Tra i nomi dell’ elenco che enumera i 335  caduti tra militari e civili nell’eccidio delle Fosse ardeatine, possono leggersi quelli di Antonio Spunticcia, Pietro Primavera, Ornello Leonardi e Aldo Banzi, uomini, gli ultimi tre tutti intorno ai 20 anni, che si distinsero in azioni di Resistenza clandestina contro l’oppressione nazifascista che tra l’8 settembre del  1943 al 4 giugno del 1944 infestò la vita  di Roma e dei suoi abitanti.
Ma chi erano costoro e perché una crudele casualità li volle in carcere proprio pochi giorni prima dell’azione di via Rasella e della terribile rappresaglia delle Ardeatine?
Attraverso i documenti dei fondi della Questura di Roma  e del Tribunale della Corte d’Appello di Roma, Corte d’assise speciale è stato possibile ricostruire la vicenda di questi uomini e di quei giorni.
Una vicenda che è stata rielaborata dal Servizio Educativo dell’Archivio di Stato di Roma, per essere poi  proposta agli studenti delle scuole medie e superiori come attività formativa con l’intento di  abbinare alla schedatura delle fonti tipica del lavoro d’archivio, anche l’utilizzo di spazi creativi che consentano ai ragazzi di cimentarsi nella trasmissione della memoria attraverso “drammatizzazioni” o momenti di “scrittura creativa” relativi agli avvenimenti che si vogliono narrare.
Dunque proprio in quei giorni la banda Spunticcia – come fu poi chiamata nelle successive ricerche storiografiche – che agiva nella zona di Piazza S. Maria Ausiliatrice, fu tradita e denunciata al comando tedesco da un infiltrato, tale Negroni. Tale fatto rivelava uno dei punti deboli di una parte delle attività  “resistenziali” romane ovvero l’incapacità di prevenire, dunque impedire, le infiltrazioni di spie al soldo delle truppe nazifasciste. Nel volgere di pochi giorni  i componenti della banda furono catturati per poi finire nell’elenco dei trucidati nella giornata del 24 marzo 1944.
Studiando il fondo della Questura si riesce a ricostruire la vicenda politica e lavorativa di Antonio Spunticcia. Egli risulta monitorato con cadenza ravvicinata dagli organi di Pubblica Sicurezza che ne descrivono i movimenti nel tentativo di sorprenderlo in azioni eversive. Lui è un comunista della prima ora come si evince da un documento, anche questo appartenente al fondo Questura di Roma, in cui risulta essere candidato per il P.C.I. nelle liste per le elezioni della Camera del lavoro.
Dai documenti relativi al Tribunale di Corte d’appello, Corte d’assise speciale attraverso alle deposizioni rese dai familiari dei caduti, nel processo istruito contro Negroni, è possibile ricostruire gli ultimi giorni del gruppo dei resistenti.
Di particolare impatto emotivo la testimonianza della madre del giovane Primavera, che racconta come Negroni con spietato cinismo avesse approfittato  delle famiglie anche dopo l’eccidio, facendo credere che i loro congiunti fossero ancora in vita e desiderosi di beni di conforto e di denaro, con lo scopo di appropriarsene.


Il sabato primo aprile 1944, Negroni telefonò alla signora  Leonardi di cui il figlio era stato arrestato il 12 marzo di recarsi ad un appuntamento per dirle cose importanti. Aggiunse che io dovevo andarci ugualmente. Il colloquio ebbe luogo alle ore 2 del pomeriggio […] Ci disse che i nostri figli godevano buona salute e che lavoravano in un campo ad Ostia. Secondo lui, essi ci facevano chiedere del denaro, del pane, delle sigarette e di che scrivere  […]  Gli rimettemmo ciascuno il nostro pacchetto, ma senza aggiungervi denaro, perché comprendevamo già che Negroni esercitava su di noi un contagio.

Siccome noi lo accusavamo di rientrare per qualche cosa nell’arresto dei nostri figli, Negroni se ne difese energicamente. Ci promise di recarsi indomani domenica due aprile alle sei del mattino in casa della signora Leonardi per riportare la risposta scritta dei nostri figli. Egli non venne a questo appuntamento…




domenica 23 marzo 2014

FOSSE ARDEATINE: settant'anni fa 335 persone furono trucidate dai nazisti.


"Il comando tedesco, per rappresaglia contro un attentato partigiano subito in via Rasella (che provocò la morte di 33 soldati), ordinò la fucilazione di 10 italiani per ogni tedesco ucciso. Il 24 marzo 1944 i tedeschi, guidati da H. Kappler, ufficiale delle SS, comandante della polizia tedesca a Roma, trasportarono alle Fosse Ardeatine - una cava di tufo situata tra le catacombe di Domitilla e di s. Callisto sulla via Ardeatina -- 335 fra detenuti politici (civili e militari), ebrei o semplici sospetti (scelti assieme al questore fascista P. Caruso) e li trucidarono. Il massacro avvenne a 23 ore dall'attentato e fu reso noto solo a esecuzione avvenuta. Qualche giorno dopo il massacro, che riguardò un numero di vittime maggiore rispetto a quello che l'ordine originario aveva prescritto, fecero saltare con la dinamite le volte della galleria per ostruire l'accesso alla cava. Nel 1947 Kappler, che era stato arrestato dagli inglesi, fu processato e condannato all'ergastolo da un tribunale militare italiano. Rinchiuso nel carcere di Gaeta, nel 1976 fu trasferito all'ospedale militare del Celio per motivi di salute. Da qui però evase, con l'aiuto della moglie, il 15 agosto 1977, provocando un enorme scandalo e le dimissioni dell'allora ministro della Difesa V. Lattanzio. E. Priebke, aiutante di Kappler, fu arrestato in Argentina ed estradato in Italia solo nel 1995. Fu processato per l'eccidio nel 1996, ma il tribunale militare giudicò il reato estinto, suscitando le proteste dei familiari delle vittime e sdegno nell'opinione pubblica. Condannato all'ergastolo dalla Corte d'appello (1998), lo scontava agli arresti domiciliari. Dal 1949 un sacrario costruito sul luogo dell'eccidio, meta di continui pellegrinaggi, ne custodisce la memoria."
"Dalle salme identificate (322 su 335) si ricava che circa 39 fossero ufficiali, sottufficiali e soldati appartenenti alle formazioni clandestine della Resistenza militare, circa 52 erano gli aderenti alle formazioni del Partito d'Azione e di Giustizia e Libertà, circa 68 a Bandiera Rossa, un'organizzazione comunista trockijsta non legata al CLN, 19 erano fratelli massoni appartenenti indistintamente sia dell'Obbedienza di Palazzo Giustiniani sia a quella di Piazza del Gesù, e circa 75 erano di religione ebraica. Altri, fino a raggiungere il numero previsto, furono detenuti comuni. Non mancarono tuttavia tra gli uccisi i rastrellati a caso e gli arrestati a seguito di delazioni dell'ultim'ora, come il giovane pugile Lazzaro Anticoli, detto "Bucefalo", arrestato in seguito alla delazione di una correligionaria, Celeste Di Porto, detta "Pantera Nera", finito alle Fosse Ardeatine al posto del fratello della giovane."
"Nel 2012 dopo un anno di lavoro con il ministero della Difesa e l'associazione dei familiari siamo riusciti a identificare tre dei dodici martiri ancora senza nome, Salvatore La Rosa, Michele Partito e Marco Moscato. Abbiamo il Dna anche degli altri nove, ma in assenza di familiari non possiamo fare abbinamenti con le salme."
*Col Luigi Ripani, Carabinieri RIS*

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martedì 11 marzo 2014

All'ex Istituto d'arte Roma 1

Prosegue con grande impegno il laboratorio"La materia della storia" all'ex Istituto d'Arte Roma 1
La schedatura analitica degli album in vista del condizionamento conservativo procede. 
I ragazzi sono ormai provetti nel riconoscere i supporti scrittori primari e secondari e i media grafici
I supporti primari sono fogli di carta di varia grammatura e colore, i supporti secondari carta, carta velina, carta impregnata. 
I medi grafici prevalenti sono: grafite, inchiostro, acquerello, tempera.  
Sono presenti oltre ai disegni, stampe e  positivi fotografici
I danni prevalenti sono dovuti all'ossidazione dei supporti e ad agenti biologici, quali muffe e insetti.  

venerdì 7 marzo 2014

DUE STORIE: IL PARTIGIANO ANTONIO SPUNTICCIA E IL COLLABORAZIONISTA FEDERICO SCARPATO

Mercoledì 19 febbraio, ore 10,00 - 13,00: Laboratorio "Dall'Armistizio alla Liberazione. Roma città aperta?" con gli alunni delle classi III dell'Istituto d'Istruzione Superiore "L. Anneo Seneca" che hanno visitato la sede centrale dell’Archivio. Dopo la proiezione di due sequenze Roma città aperta di Roberto Rossellini (1944) e da  I due colonnelli di Steno  (1962) sono stati presentati – anche attraverso una lettura drammatizzata – i documenti originali che narrano le due storie dell’operaio specializzato Antonio Spunticcia, comunista, membro di Bandiera Rossa (brigata partigiana attiva durante la Resistenza nella capitale), arrestato il 23 marzo 1944 dai tedeschi e trucidato il giorno seguente alle Fosse Ardeatine, e quella del cameriere Federico Scarpato, collaborazionista dei tedeschi in via Tasso, arrestato dopo il 4 giugno 1944 dalla polizia italiana, processato dall’Alta Corte di Giustizia e giustiziato il 26 aprile 1945 a Forte Bravetta.
 


ASRm, Carcere giudiziario "Regina Coeli":
lista degli effetti personali del giustiziato Federico Scarpato





mercoledì 5 marzo 2014

Rastrellamento del Quadraro

Mercoledì, 5 marzo 2014: gli alunni della Scuola media statale Gaio Cecilio Secondo hanno partecipato al laboratorio "Dall'Armistizio alla Liberazione. Roma città aperta?"Il percorso documentario ha riguardato il "rastrellamento del Quadraro", zona limitrofa alla sede della Scuola. Ai ragazzi sono stati presentati dieci documenti significativi tratti dal fascicolo del procedimento penale a carico di Belardi Augusto, Gentili Primo e Vespasiani Romolo, accusati di aver «provocato il rastrellamento del Quadraro nel quale venivano catturate e avviate al nord 770 persone», Corte di appello di Roma, b. 1673, fasc. 1115.


Denuncia sottoscritta da alcuni reduci
dal campo di concentramento in Germania



domenica 2 marzo 2014

Pubblicati i nomi dei primi novantuno ragazzi del '99



Si cercano volontari della memoria

disponibili a collaborare a titolo gratuito per ricerche di ulteriore documentazione in archivi privati e pubblici, utile al recupero della memoria di ciascuno di questi soldati: lettere, diari, fotografie, cimeli, monumenti, articoli su giornali e periodici, manifesti, ecc.

Per candidarsi, scrivere a: as-rm.didattica@beniculturali.it