lunedì 5 dicembre 2016

L'Archivio e l’integrazione di rifugiati e migranti


  

 Il patrimonio archivistico conservato  dall’Istituto - con i suoi oltre 50 km lineari e un arco cronologico di undici secoli (800-1978 d.C.) - è uno dei più antichi e ricchi fra quelli posseduti dagli archivi di Stato italiani e può costituire un potente veicolo non solo di memoria, ma soprattutto di coscienza civile riguardo ai diritti e doveri previsti dalla Costituzione italiana per i cittadini e per quanti risiedano nel territorio italiano anche temporaneamente.  
 





L’attività di ArchiVivo, piuttosto che mettere a tema il problema dell’immigrazione e dell’integrazione o rivolgersi in modo specifico agli immigrati, punta a svolgere un’azione educativa dell’insieme degli studenti, italiani e stranieri, attraverso l’approccio alle fonti archivistiche e alle pratiche proposte in ogni singolo incontro con le classi e i loro docenti.  


 

Le carte prodotte durante il periodo preunitario e quelle del periodo post-unitario permettono di evidenziare attraverso le fonti le particolarità e le differenze tra impero, stato teocratico, stato monarchico e stato democratico e le implicazioni delle diverse forme politiche nella vita dei sudditi/cittadini. 


 La presentazione
  •  del manuale d’atti del Tribunale criminale del Governatore di Roma contenente la registrazione dell’esecuzione della sentenza emanata contro Giordano Bruno (17 febbraio 1600) e della testata di satira politica “Don Pirlone” (1848-1849) con le sue splendide vignette consente di affrontare il tema della libertà di pensiero e della libertà religiosa e quello della censura in antico regime e dopo la Rivoluzione francese; 
  • della pergamena di un contratto matrimoniale ebraico, dei bandi relativi ai rapporti della popolazione romana con la comunità ebraica rinchiusa nel Ghetto e il fascicolo riguardante un giovane ebreo deportato nel 1944 e morto in un campo di concentramento nazista permettono di inquadrare il problema della convivenza di popoli diversi per religione e cultura; 
  • di documenti scritti in lingue e in scritture differenti dall’italiano – latino, ebraico, giapponese, cinese, arabo – avvia una riflessione sul valore identitario della lingua e della scrittura e della loro funzione preziosa di comunicazione e sul potere di inclusione/esclusione che esse assegnano a chi le conosce e riesce ad imporne l’uso. 
Questo modo di operare suscita la curiosità e l’attenzione dei ragazzi i quali pongono domande e dimostrano grande interesse e ha trovato fino ad oggi un riscontro molto positivo nella valutazione degli insegnanti che negli anni hanno instaurato con l’Archivio un rapporto di vera e propria fidelizzazione.