venerdì 10 febbraio 2017

Chiamati all'eredità: alternanza scuola lavoro e visite guidate per le scuole


Squadro agrimensorio



















Il Servizio educativo organizza alternanza scuola lavoro e visite guidate per le scuole superiori nell'ambito della mostra “Chiamati all’eredità – Dalla carta al digitale, l’evoluzione della dichiarazione di successione” dal 15 febbraio al 15 marzo allestita nella Biblioteca Alessandrina dell’Archivio di Stato di Roma, in collaborazione con l'Agenzia delle Entrate e con il Consiglio nazionale del Notariato. 
Quarantaquattro studenti provenienti dall'IISS Caravaggio, dal Liceo classico Dante Alighieri, dal Liceo scientifico Francesco d'Assisi di Roma e dal IISS Eliano Luzzati di Palestrina, dopo uno stage di formazione curato dagli esperti dell'Agenzia delle Entrate e dell'Achivio di Stato di Roma, saranno i "ciceroni" delle classi che si prenoteranno per le visite guidate dal 21 febbraio al 15 marzo 2017.

Il percorso documentario, arricchito anche da una guida gratuita con un’introduzione in tre lingue (italiano, inglese, francese) e un filmato sul nuovo modello dichiarativo telematico, illustra la storia dell'imposta di successione dall’antichità ad oggi e propone un viaggio affascinante, che attraverso l’excursus normativo, ne ripercorre le tappe fondamentali nel corso delle differenti epoche.
Principale scopo dell’evento è diffondere fra il grande pubblico la comprensione di un'imposta quanto mai complessa attraverso la conoscenza delle fonti storiche e una ricca selezione di documenti, testamenti, mappe e strumenti di rilevazione.

L'inaugurazione della mostra il 15 febbraio 2017


PRENOTAVIONE VISITA:  ae.comunicazione@agenziaentrate.it.

La mostra

Codicillo testamentario olografo di Giuseppe Garibaldi, 1° giugno 1882

martedì 7 febbraio 2017

A proposito della lettera dei 600 docenti universitari al governo


Ciò che ci ha spinto a dedicare tanto tempo ed energia nel Servizio educativo è la consapevolezza che il nostro patrimonio archivistico sta diventando sempre più estraneo per i giovani a causa della trasformazione culturale e sociale profonda che essi stanno vivendo.

Siamo impegnati in una battaglia in favore della conoscenza del latino - la lingua in cui è redatta la gran parte della documentazione conservata nel nostro Archivio di Stato - in favore della scrittura manoscritta attiva e passiva, in favore del corsivo - scritture in cui sono redatti la maggior parte dei documenti conservati fino a tutto il xx secolo - in favore della logica, della matematica, della fisica della chimica e delle scienze naturali la cui conoscenza è indispensabile per l'esercizio della tutela e della conservazione.
Ciò che constatiamo nei nostri incontri con gli studenti della scuola di primo e di secondo grado è che non è solo la lingua italiana a essere insufficientemente conosciuta, ma che sembra essere andata perduta molta della cultura di base che nelle generazioni precedenti faceva parte del bagaglio di conoscenze minime di qualsiasi persona.
Un esempio è la scoperta che abbiamo fatto, spiegando le differenze tra i diversi tipi di inchiostro utilizzati per redigere i documenti e i danni causati da quelli ferro-gallici, ossia gli inchiostri prodotti facendo reagire le galle con solfato ferroso.
Ci siamo procurati un ramo con diverse noci di galla, ossia  quelle malformazioni a carattere escrescente che si formano sulle foglie, sui rami, sul tronco e sulle radici dei vegetali e dovuta alla parassitosi di funghi, batteri, insetti o acari.
É un bel rametto di quercia con tutte le sue foglie ben essiccate. Così abbiamo spiegato che le palline attaccate al ramo non sono il frutto, ma una escrescenza, perché il frutto è un altro e abbiamo chiesto agli studenti, se sapessero da che albero fosse  stato colto quel ramo e quale fosse poi il suo frutto. Ebbene: nessuno né in prima media, né in quarta liceo lo sapeva. 
Ci chiediamo dunque quanti prerequisiti manchino ai ragazzi oggi per potersi avvicinare non solo ai nostri documenti e ai loro inchiostri, ma anche ai meravigliosi scaffali della nostra biblioteca alessandrina in cui le corone di quercia con tanto di ghiande simboleggiano la facoltà di giurisprudenza, alla letteratura e all'arte in genere, di cui essi non riescono più a cogliere i riferimenti.
Non è solo la scuola che è cambiata, è cambiata la società, sono cambiati i riferimenti culturali che non sono più quelli nostrani, ma nel mondo globalizzato provengono da culture lontane e diversissime dalla nostra. 
La risposta non la può dare il ministro dell'Istruzione, forse la devono cercare tutte le istituzioni che si occupano di educazione e di cultura.